Cristina Manna
Partner di Innovazione Operativa per studi professionali e micro-aziende.
Perché Operativa-mente
Ho lavorato quindici anni nell'operatività di aziende complesse. A un certo punto ho iniziato a guardarmi indietro, a sei mesi o a un anno, e a fare un conto: quanto tempo era servito a convincere reparti e livelli superiori, e quanto era stato lavoro vero per far funzionare meglio le cose. Il rapporto non mi piaceva.
Vedo i problemi presto, spesso prima che diventino evidenti. In una struttura grande, tra approvazioni e equilibri tra team, quel vantaggio si consuma nell'attesa. In uno studio di dieci persone diventa un progetto realizzato.
Per questo lavoro dove le decisioni si prendono in fretta e i risultati si vedono.
Con chi lavoro
Non lavoro con chi non ha a cuore le proprie persone. Non è una questione di principio, è una condizione tecnica: non esistono processi che funzionano se si ignorano le idee di chi quel lavoro lo fa ogni giorno.
Capita di entrare in studi dove si è sempre fatto in un certo modo e cambiare sembra un rischio inutile. È comprensibile, ma come diceva Paulo Coelho, se pensi che l'avventura sia pericolosa, prova la routine: è letale.
Lavoro bene con chi è diretto e ha voglia di migliorare, a partire da sé.
Cosa ho imparato
I processi si cambiano insieme a chi li conosce davvero. Chi è passato dall'operatività lo sa riconoscere prima: sa dove il lavoro si inceppa perché ci è passato.
E il miglioramento è cumulativo. Più si lavora per migliorare qualcosa, più diventa facile vedere il pezzo successivo.
Il percorso
Oltre 15 anni tra product management, change management, customer care e direzione operativa. Processi, persone e strumenti digitali in contesti ad alta intensità operativa.
Master Executive in AI e Trasformazione Digitale al Politecnico di Milano.
Fuori dal lavoro
Viaggio, spesso come coordinatrice di gruppo, che è un buon allenamento a tenere insieme persone, imprevisti e organizzazione. Lo faccio anche nel consiglio direttivo dell'Associazione della scuola dei miei figli, per migliorare le cose da dentro, mettendoci le mani.
Insomma, mi piace fare. Tanto che F.A.R.E. è diventato il mio metodo di lavoro.